Terni, No Inc: ”Politica ternana ha sempre appoggiato inceneritori. Revocare autorizzazioni Printer”

Al di là di dettagli e tecnicismi, il dato di fatto è che a Terni la politica locale ha sempre sostenuto e appoggiato il business dell’incenerimento. Lo sostiene il Comitato No Inceneritori Terni che, ricostruendo la storia dell’impianto ex Printer (che prossimamente potrebbe tornare a bruciare rifiuti divenendo il secondo inceneritore attivo nella Conca), ha messo in fila una serie di fatti ed eventi che la dicono lunga sull’atteggiamento delle Amministrazioni comunali che si sono alternate dal 1998 ad oggi: ecologiste a parole, straordinariamente votate all’incenerimento nei fatti.

Il Comitato nei giorni scorsi ha depositato una diffida in cui chiede al Comune di disporre il blocco dei lavori per la riaccensione dell’impianto ex Printer e la revoca delle autorizzazioni. No Inc annuncia inoltre alcune iniziative tra cui “la seconda biciclettata” contro l’inceneritore.

Il comunicato del Comitato No Inceneritori Terni:

“Martedì 29 aprile abbiamo depositato un atto di diffida al Comune di Terni alla prosecuzione dell’iter autorizzativo con Procedura Abilitativa Semplificata richiesto da Terni Biomassa (Tozzi) per la riattivazione dell’inceneritore ex Printer, indicando come necessario semmai l’avvio di una conferenza di sevizi per una Autorizzazione Unica di cui è però competente la Provincia, benchè riteniamo necessaria in generale la revoca delle autorizzazioni. Ci aspettiamo ora che il Comune intervenga nel blocco dei lavori, data l’assenza di autorizzazioni valide.

Non è sufficiente infatti l’atto di diniego temporaneo che gli uffici del Suap hanno inoltrato alla Terni Biomassa; atto di diniego dovuto, data l’intervenuta modifica della normativa nazionale e regionale in materia di autorizzazioni ad impianti di questo tipo, quindi nulla di eccezionale o frutto di una qualche volontà politica sopraggiunta provvidenzialmente a poche settimane dalle elezioni. Tanto che gli stessi uffici comunali non hanno fatto altro che chiedere un parere alla Provincia, confermando di fatto il merito giuridico della nostra diffida.

Ma perché tutto questo? Perché questo impianto, fino al 2013 di proprietà della Tecnocentro, ha goduto negli anni d’oro dell’incenerimento a Terni di un avallo politico fortissimo da parte delle amministrazioni che si sono succedute, tanto da essere socio del Comune in ISRIM, dell’ARPA nella società consortile CTEA, e tanto da riuscire per un pelo a rientrare nel polo di incenerimento di Maratta insieme all’ASM per il trattamento dei rifiuti urbani. Ma tutto saltò probabilmente sia per la chiusura dell’inceneritore ASM sia perché la sopravvenuta entrata di ACEA nel settore rifiuti con l’acquisizione dell’inceneritore che fu di Agarini sbaragliò prima e polarizzò poi gli interessi politici in campo, tanto da risultare nel 2009 l’unico impianto di incenerimento di rifiuti urbani previsto dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Davvero esaltante rileggere le acrobazie della politica in quegli anni!

In quegli anni infatti Printer viene autorizzato prima dal Ministero (nel 2000) e poi dal Comune (nel 2005) e di lì in avanti una sequela di ulteriori atti autorizzativi, l’esclusione dalla sottomissione dell’impianto a Valutazione d’Impatto Ambientale, l’autorizzazione alla combustione di rifiuti industriali nel 2009 con validità decennale, il cambiamento della potenza termica nel tentativo di far risultare i lavori di sostituzione di tutte le componenti principali dell’impianto come “manutenzione ordinaria”; arriviamo così ad oggi in cui il Comune non ha potuto fare altro che sospendere pro tempore la Procedura Semplificata richiesta da Terni Biomassa (Tozzi) sulla base di una Comunicazione di Inizio lavori fatta da Printer il 18 maggio 2011.

Ed è proprio da questo ultimo passaggio che deduciamo che per accedere al sistema di incentivi dati alla produzione di energia da fonti rinnovabili (i rifiuti industriali!), non avendo comunicato l’entrata in esercizio né nel 2012 né nel 2013 (così risulta in Provincia) come previsto dal decreto ministeriale del 6 luglio 2012, la Terni Biomassa non abbia altra possibilità se non una “qualificazione a progetto” che da tempo 3 anni per l’entrata in esercizio, quindi alla scadenza del 18 maggo 2014. Saltata questa possiblità non resta che la “Procedura di Asta” che prevede di far rientrare nell’incentivazione tutti gli impianti che sono rimasti fuori, ma sulla base di un budget prestabilito raggiunto il quale chi sta fuori dalla graduatoria non avrà alcuna incentivazione. Perdere l’affare milionario degli incentivi parassitari e speculativi targati green economy sarebbe a tutti gli effetti un colpo mortale, che abbasserebbe di molto il volume dei profitti.

La materia tecnico-giuridica è complessa, ma la sostanza è più politica: la storia dell’incenerimento a Terni ha radici lontane ed ha ricevuto appoggio politico di tutte le amministrazioni comunali dal 1998 ad oggi, fino al record di tre inceneritori; oggi la città si trova a combattere contro questa eredità e la politica cittadina in ambo gli schieramenti ha evidenti corresponsabilità per l’immobilismo e l’assenza di azioni concrete finalizzate alla chiusura degli impianti. Fino appunto all’ultimo tentativo del Comune di rimandare l’appuntamento con la riaccensione dell’inceneritore per scavallare la tornata elettorale. Il diniego del Suap infatti richiede un incremento di documenti e tenta di lasciare la patata bollente in mano alla Provincia. Ci rifiutiamo di pensare che una holding come Tozzi sia arrivata a Terni senza alcuna garanzia anche politica e sia caduta in una ragnatela di tecnicismi giuridici e burocratici come un qualunque fesso!

Per questo rilanciamo iniziative No Inc e da subito rimandiamo al mittente qualunque velleitario tentativo di strumentalizzazione elettoralistica del comitato e del movimento No Inceneritori da parte di partiti, liste o emanazioni di essi che negli ultimi tempi soprattutto stanno moltiplicando deliranti promesse….contano i fatti dopo le elezioni e non faremo sconti a nessuno, non avendo alcunché da perdere.

Il 17 maggio ci sarà la ‘seconda bicilettata NO INC’, esattamente il giorno prima della possibile, forse ormai saltata, entrata in esercizio dell’inceneritore. Intanto sono convocate due assemblee per martedì 6 e 13 alle 21 presso la Siviera in Via Carrara 2”.

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