Terni, processo omicidio Livi, presidio davanti al tribunale contro femminicidi

Questa mattina alcune associazioni hanno dato vita ad un presidio, davanti al tribunale di Terni, in occasione del processo con rito abbreviato nei confronti di Franco Sorgenti, il 67enne accusato di avere ucciso a coltellate, nella notte tra il 28 e il 29 ottobre scorso, la moglie 36enne Laura Livi. Il sit-in è stato organizzato da Terni donne e “Libera…mente donna”; entrambe le associazioni, insieme al Comune e ai familiari della vittima, hanno chiesto e ottenuto di costituirsi parte civile davanti al gip Massimo Zanetti.

Alla manifestazione odierna ha partecipato anche il Centro Antiviolenza e diverse ex colleghe di lavoro di Livi. Una della partecipanti al presidio, Flora, ribadisce quanto già spiegato giorni fa dalle associazioni: “Il nostro obbiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della violenza sulle donne, far capire che la violenza sulle donne è un atto sociale. Non è solo un singolo gesto, ma il frutto di una società maschilista che continua a permettere le vessazioni nei confronti delle donne”. La stessa torna a sollecitare “l’approvazione della legge regionale di violenza di genere” mentre per quanto riguarda il processo in corso commenta: “Siamo vicini alla famiglia e speriamo che sia fatta giustizia”.

L’omicidio era avvenuto nell’abitazione della coppia di via Gramsci, dove erano presenti anche le due figlie di due e sette anni. Oggi l’imputato è presente in aula e la sentenza potrebbe arrivare già in giornata. Il pubblico ministero ha chiesto per Sorgenti una condanna a 18 anni di reclusione.

Aggiornamento ore 16,30: Il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, che oggi ha fatto visita al presidio, commenta così la decisione del Comune di costituirsi parte civile: “Un atto doveroso da parte del Comune in quanto il femminicidio è una ferita per tutta la società civile. L’omicidio di una donna alla quale viene così negata anche la propria dignità e la propria volontà contrasta con le norme di una comunità basata sul rispetto e il diritto, danneggia tutta la comunità ad iniziare dall’ente, il Comune, che meglio di ogni altro la rappresenta”. Esprimendo soddisfazione per l’accoglimento da parte del gip della richiesta di costituzione, Di Girolamo ricorda che è attivo il centro pari opportunità, una casa rifugio per le donne maltrattate, la casa delle donne e il centro antiviolenza. “Un lavoro intenso – conclude -, che può non bastare ma che è doveroso mettere in campo nell’ottica della prevenzione e della educazione”.

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