Terni, protestano esclusi dalla Giunta, Sel: ”Sindaco scorretto”, Pdci: ”Accordi non rispettati”

Ieri il Pdci ha ufficialmente tolto la fiducia al sindaco di Terni, oggi anche Sel attacca Di Girolamo. Il motivo delle spaccature è il medesimo: i due partiti di sinistra non hanno accettato di essere stati esclusi dall’amministrazione della città. Nessun esponente di Pdci e Sel ha infatti propri esponenti nella nuova Giunta presentata ieri.

PDCI, PROGETTO TERNI E MASCIO Ieri la segreteria provinciale del Pdci ha deciso all’unanimità di togliere la propria fiducia ai neoeletti sindaci di Terni, Leopoldo Di Girolamo. Lo ha annunciato il segretario del partito, Gianni Pelini, secondo il quale la composizione della nuova Giunta “è stata irrispettosa degli accordi stabiliti formalmente dalla coalizione prima delle elezioni”. Per questo il Pdci si prepara ad “un’opposizione dura e senza preconcetti”.

In particolare, secondo Pelini, Di Girolamo si era impegnato a comporre una giunta di otto assessori, come previsto dal minimo di legge, anziché di nove come poi avvenuto, inserendo anche almeno un componente della lista Progetto Terni, seconda per numero di voti nella coalizione, nella quale era stato candidato anche il segretario regionale del Pdci, Giuseppe Mascio, primo degli eletti. “Ci siamo candidati per governare” commenta ancora Pelini, che esclude che al proprio partito possa interessare la nomina alla presidenza del consiglio comunale, proposta allo stesso Mascio. “Non è un organo di governo – dice ancora Pelini – se qualcuno dovesse accettare questo incarico lo farà, legittimamente, a titolo personale e senza l’accordo della segreteria provinciale”.

SEL Meno dura la posizione di Sel, che almeno per ora non annuncia di passare all’opposizione. La critica è comunque forte e netta, scrivono infatti gli esponenti del partito ternano:

“Inizia, in questi giorni, con uno strappo nei confronti di Sinistra Ecologia Libertà l’avventura della seconda Giunta Di Girolamo. Abbiamo contribuito con lealtà a costruire la coalizione sin dall’inizio e, anche nei momenti di difficoltà che questo percorso ha incontrato, abbiamo generosamente lavorato per mantenere la ricchezza plurare di un centrosinistra da sempre radicato nella città. Nelle settimane precedenti il voto del 25 Maggio ci siamo adoperati per presentare una lista aperta e inclusiva di un arco più ampio della sinistra ternana, dando vita alla lista Sinistra Ecologia Libertà-Sinistra per Terni, che rappresentava anche compagne e compagni usciti da Rifondazione Comunista non avendo condiviso il passaggio del loro partito fuori dal centrosinistra.

Avevamo fatto questa operazione con la volontà di rafforzare il profilo inclusivo di Sel nella città e contestualmente la coalizione, raccogliendo così le sollecitazioni, in questo senso, dello stesso Sindaco. Definimmo allora una intesa forte e costruttiva tra le componenti della lista, alla presenza del Sindaco, per garantire la rappresentanza di tutte le articolazioni nella istituzione cittadina, nella sua espressione consiliare e di giunta, per far sì che il progetto politico per una sinistra più larga potesse continuare a svilupparsi nella città. Questo, e niente di più, abbiamo rappresentato al Sindaco più volte in queste settimane, da ultimo nelle consultazioni in cui abbiamo consegnato le nostre proposte per la composizione della Giunta certi che le cose dette due mesi prima non fossero parole scritte sull’acqua.

Invece tutti i protagonisti dell’epoca hanno presto dimenticato, estromettendo Sinistra Ecologia Libertà dalla presenza nella massima istituzione ternana, con un atto di rottura politico la cui paternità va intestata al Sindaco e al PD che scelgono così, un profilo della coalizione diverso da quello che ha vinto le elezioni. La composizione della giunta denota un cambiamento di pelle delle forze in campo ed uno spostamento a destra del baricentro della coalizione. La presenza di alcuni assessori fa riferimento a mondi differenti da quelli che avevano composto il patto con il quale ci siamo presentati agli elettori che non a caso hanno riscosso il consenso di chi come il Prof. Guardalben si era presentato alle elezioni in alternativa al Centro Sinistra. L’esclusione inoltre dalla giunta di personalità di riferimento della sinistra storica ternana dal PDCI a personalità del PD espressione del mondo del lavoro, ci fanno temere che questo sia un disegno che porta a minimizzare la presenza della Sinistra nel governo della città.

“L’esclusione di SEL, come partito con un riferimento nazionale chiaro, ci sembra quindi non casuale e la presenza della sola Francesca Malafoglia, seppur importante e di valore, non ci sembra sufficiente a rappresentare un puntello politico che garantisca la prosecuzione del progetto del Centro Sinistra a Terni ed in Umbria, ma rappresenti soltanto l’ espressione civica di un legame che si vuole millantare a sinistra.

Tutte le decisioni del Sindaco e del PD sono legittime, ci mancherebbe, ma crediamo sia altrettanto legittimo sottolinearne l’assoluta mancanza di correttezza, umana, prima ancora che politica.

Per quanto ci riguarda continueremo a lavorare in piena autonomia e coerentemente con le idee e il programma che avevamo presentato alla coalizione e alla città. Avevamo contribuito alla stesura di quel programma, mettendone al centro l’ambiente, l’urbanistica, la cultura e il sociale. Su questo, e su tutte le dinamiche politiche cittadine, in tutte le vicende che interessano la vita dei ternani, saremo presenti”.

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