Terni, scambiata per casa di riposo lager: insulti e minacce a dipendenti di incolpevole residenza protetta

Si trovano a 400 metri di distanza: una è Villa Maria Luisa, la casa di riposo al centro dell’indagine per maltrattamenti sugli anziani che la stampa ha definito “lager”; l’altra è Villa Vittoria, una residenza protetta che non ha niente a che fare con quei fatti ma che ne sta ingiustamente pagando le conseguenze. Da giorni i dipendenti di Villa Vittoria vengono infatti insultati e minacciati pur essendo completamente estranei a quanto avvenuto nell’altro ospizio.

Una situazione ormai insostenibile nata dalla vicinanza delle due strutture e dalla incredibile superficialità di cittadini che hanno confuso due strutture con storie e nomi del tutto differenti. Alla confusione ha contribuito anche l’indirizzo errato riportato da alcuni giornali: in alcuni articoli di cronaca Villa Maria Luisa (l’ospizio al centro delle indagini) è stata associata all’indirizzo di Strada Santa Maria Maddalena: in realtà si trova nella limitrofa via Pressio Colonnese. In Strada Santa Maria Maddalena c’è però Villa Vittoria che, pur senza colpe, è diventato il bersaglio della rabbia di alcuni cittadini.

Villa Vittoria, la casa di riposo erroneamente scambiata per quella in cui sono in corso indagini per maltrattamenti degli anziani

L’amministratrice delegata di Villa Vittoria, Laura Zacaglioni, racconta: “Al cambio del turno, quando escono dalla struttura, i dipendenti ricevono insulti, minacce ed anche sputi dalle persone che passano in automobile. Ci gridano ‘vergogna!’. Gli operatori ricevono telefonate notturne di insulti e minacce. Ci hanno più volte imbrattato i muri scrivendo ‘assassini’, ‘vergognatevi’. Sono disperata, ci stanno distruggendo l’immagine. Abbiamo una buona reputazione dal 1988, da 25 anni rispettiamo le regole, siamo una residenza protetta accreditata, abbiamo solo personale qualificato e gli anziani sono sempre stati trattati benissimo”. Una storia diversa rispetto alla casa di riposo oggetto delle indagini che è sorta solo pochi anni fa.

Non c’è “solo” il danno di immagine: “Non passa giorno senza subire insulti. Sono preoccupata e i dipendenti hanno paura perché temono che qualcuno possa andare oltre, mettere in atto le minacce”. Una situazione che non può continuare: “Sono stufa di subire queste angherie pur non avendo fatto niente. Sono sul punto di sporgere denuncia ai carabinieri”.

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