Terni, soldi pubblici a Radio Galileo: informata anche la magistratura penale

Dopo la Corte dei conti, anche la magistratura penale potrebbe occuparsi della vicenda dei finanziamenti pubblici percepiti da Radio Galileo come organo del movimento politico Cittaperta. La guardia di finanza avrebbe infatti informato la procura di Terni.

Secondo la Corte dei conti, la cooperativa Galileo, editrice dell’omonima emittente radiofonica, dal 2004 al 2012 ha indebitamente percepito oltre 3,6 milioni di euro. Per questo sta inviando inviti a dedurre a 13 persone, tra cui l’attuale sindaco di Terni (come ex senatore) Leopoldo Di Girolamo, l’ex parlamentare Carlo Emanuele Trappolino e il deputato Walter Verini, tutti del Pd, che oggi hanno tenuto una conferenza stampa per respingere le accuse.

La vicenda era emersa a maggio 2012 grazie ad un articolo del Corriere della Sera. Sulla base di questo, Terni Oggi aveva avanzato alcuni dubbi che sono stati ripresi e riportati integralmente in una recente interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle. L’atto dei pentastellati ha attivato la magistratura contabile che ha deciso di vederci chiaro. Dai conseguenti accertamenti della guardia di finanza, sono emersi elementi che hanno portato la magistratura contabile ad accusare 13 persone di un danno erariale milionario. Inoltre le fiamme gialle avrebbero segnalato la vicenda alla procura della Repubblica che ora potrebbe fare le proprie valutazioni.

La linea difensiva dei tre esponenti del Pd esposta oggi nel corso della conferenza stampa, a prima vista, non sembra pienamente convincente. In particolare l’analogia tra Radio Galileo e Radio Radicale avanzata dal sindaco Leopoldo Di Girolamo sembra fare acqua. Il primo cittadino ha tra l’altro dichiarato: “Radio Radicale riceve i finanziamenti e gli aiuti allo stesso modo in cui li riceve Radio Galileo, il percorso seguito è simile in tutto e per tutto” argomentando poi che non ci siano differenze tra le due situazioni e che siano entrambi regolari finanziamenti.

Nessun motivo di dubitare che l’iter per ottenere i finanziamenti pubblici sia stato lo stesso, con le stesse procedure e gli stessi documenti presentati ai medesimi organi competenti. Il punto è che ci sono macroscopiche differenze tra Cittaperta e il Partito Radicale e ben differente è anche il rapporto tra i partiti e le rispettive emittenti radiofoniche.

Radio Radicale è nata nel 1976 come organo di un importante partito che esisteva dal 1955: il Partito Radicale fondato (o, meglio, ri-fondato) tra gli altri da Mario Pannunzio e Marco Pannella. In questo caso un partito di rilevanza nazionale si è dotato di un proprio organo di informazione e, diversi anni dopo (presumibilmente negli anni ’90), ha avuto accesso ai finanziamenti pubblici che ancora mantiene.

Ben diversa la storia di Radio Galileo e di Cittaperta: l’emittente radiofonica ternana è nata nel 1978 senza alcun ufficiale apparentamento politico, senza avere alcun partito di riferimento. Cittaperta non esisteva ancora: è stata fondata ben 26 anni dopo la nascita dell’emittente radiofonica. Appena nato, questo nuovo movimento politico ha subito ottenuto che una radio storica divenisse il suo organo di informazione: un fatto quantomeno anomalo. Come mai una radio con una storia ultra-ventennale, fino ad allora autonoma e indipendente, decide di dichiararsi organo di un movimento neonato? E perché non rende pubblica e trasparente questa decisione riportando nel sito internet e nelle targhe della propria sede la dicitura “organo del movimento Cittaperta”? La menzione nel sito di Radio Galileo è infatti apparsa solo di recente, diverso tempo dopo la pubblicazione dell’articolo sul Corriere della Sera.

E’ poi superfluo sottolineare le differenze tra il Partito Radicale, un movimento storico che ha segnato la storia d’Italia, e Cittaperta, un movimento locale misconosciuto (soprattutto nei primi 5 anni di vita), privo di un sito internet, di cui non si ricordano attività sul territorio e che nel 2009, per presentarsi alle elezioni comunali di Terni, ha scelto di dar vita ad una lista civica unendosi ad un movimento civico (formando la lista Progetto Terni – Cittaperta). Quest’ultima rappresenta un’ulteriore anomalia: perché un partito politico che ha rappresentanza parlamentare (cioè prima quella dell’allora senatore Di Girolamo e poi quella di Verini e Trappolino), che è stato fondato 5 anni prima (quindi ha avuto il tempo di radicarsi e organizzarsi al meglio per la tornata elettorale) dovrebbe presentarsi come lista civica? Per lista civica si intende infatti un movimento alternativo ai partiti politici: un controsenso.

Di interrogativi su Cittaperta ce ne sono molti altri, alcuni sollevati già due anni fa. In particolare, come mai Di Girolamo, Verini, Trappolino e gli altri non hanno mai reso nota la loro appartenenza a questo movimento? Nei loro curriculum e nelle loro pagine istituzionali non c’è infatti riferimento a Cittaperta: si definiscono invece esponenti del Partito democratico. E’ forse possibile che i tre parlamentari fossero (siano) iscritti contemporaneamente a due partiti politici? Difficile, perché lo statuto e il regolamento del Pd vietano l’iscrizione ad un altro partito politico, pena l’espulsione.

C’è poi il giallo del consigliere comunale Giorgio Aquilini Ugolini eletto nel 2009 nella lista civica Progetto Terni Cittaperta che nel 2012 dichiarò: “L’associazione Cittaperta non ha nulla a che vedere con la lista civica Progetto Terni Città Aperta rappresentata in Consiglio comunale da me e da Davide Tallarico”. Una dichiarazione che smentisce completamente quanto sostenuto da Di Girolamo e dagli altri esponenti di Cittaperta. Il consigliere comunale faceva parte “a sua insaputa” di un partito politico?

M5S Nel pomeriggio è arrivato anche il comunicato del Movimento 5 Stelle di Terni: “Il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, il presidente provinciale PD, Carlo Emanuele Trappolino, e il deputato umbro PD, Walter Verini, sono finiti nel mirino dalla Corte dei Conti dell’Umbria e della Guardia di Finanza per un presunto danno erariale pari alla cifra di € 3.648.790,13. La vicenda è quella delle assurde e reiterate assegnazioni di cospicui finanziamenti per l’editoria a una radio locale.

Ricordiamo che il Movimento 5 stelle ha presentato il 23 aprile scorso un’interrogazione parlamentare che, come primo firmatario, ha il portavoce al senato Stefano Lucidi. Un’azione volta proprio a far chiarezza su una storia dai contorni assai opachi.

Bene pertanto che il PD nazionale intervenga subito non solo restituendo, se dovuto, all’erario i denari fin qui indebitamente assegnati, ma se accertati i fatti, sospendendo dal partito i responsabili, sen. Di Girolamo e onn. Trappolino e Verini, che hanno scientemente proseguito per anni nell’orchestrare un’operazione già da tempo additata da numerosi giornalisti e intellettuali financo nazionali, ben prima che fosse la Corte dei Conti a intervenire.

Questo caso è dunque l’ennesima fonte di imbarazzo per la politica e, in particolare, per il PD regionale e nazionale, non solo per la modalità imbastita, ma anche per la rilevanza del presunto danno erariale: quasi € 4 milioni sottratti a un paese dove tanti cittadini non hanno di che vivere; dove tanti imprenditori hanno chiuso, mentre molti altri sopravvivono in mezzo a una spropositata quantità di tributi, locali e nazionali.

Non stupiamoci poi se le urne sono deserte. Non meravigliamoci se gli eletti rappresentano spesso malamente il proprio stesso partito e per nulla i propri elettori”.

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