Terni, Usb, M5S e No Inc dicono no a privatizzazione Asm. Ottone: ”Presto assunzioni”

Il futuro dell’Asm di Terni, la privatizzazione e le eventuali conseguenze. Si è parlato di questo alla conferenza di ieri organizzata dal sindacato Usb coordinata da Graziella Cetorelli (Usb) ed a cui hanno partecipato Franca Peroni (Usb), Thomas De Luca (Movimento 5 Stelle), Fabio Neri (Comitato No Inceneritori) e Carlo Ottone (presidente Asm). Era prevista anche la presenza del sindaco Di Girolamo che ha però mancato l’appuntamento.

Usb, M5S e No Inc nei loro interventi hanno criticato la volontà dell’amministrazione comunale di procedere alla privatizzazione spiegando dettagliatamente i motivi di tale contrarietà. Per ultimo ha preso la parola Ottone che ha girato intorno al vero tema della conferenza – la privatizzazione – senza affrontarlo davvero. Interessante però quanto annunciato al termine del suo intervento: imminenti concorsi per l’assunzione di personale.

PERONI  Franca Peroni dell’esecutivo nazionale Usb ha sostenuto che se Asm finisse in mano a grandi multiutility che operano in più regioni come Acea o Hera, “a decidere se costruire nuovi inceneritori e discariche in un territorio già compromesso come quello di Terni, sarebbero soltanto logiche finanziarie. Vorremmo capire che fine farebbe il servizio di raccolta differenziata e che fine farebbero i lavoratori”.

DE LUCA Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, ha ricordato che “la privatizzazione dell’Asm era nel programma elettorale del sindaco. Come M5S abbiamo presentato una mozione che non è stata presa in considerazione. Ora si parla della possibilità che un 30-40% delle quote Asm finiscano in mano ad Acea e magari quote inferiori ad altri soggetti che già lavorano con Asm come Cosp Tecno Service. A quel punto come sarebbe possibile per il Comune pensare di adottare pratiche virtuose di gestione dei rifiuti se si ritrovasse con un socio (il riferimento è ad Acea, ndr) che in questa provincia gestisce un inceneritore e una discarica?”. In un simile scenario, Asm potrebbe non avere più alcun interesse ad aumentare la raccolta differenziata poiché significherebbe limitare e restringere il business parallelo dell’incenerimento.

De Luca ha parlato anche dei lavori in Consiglio comunale relativi alle privatizzazioni: “In Comune non è mai arrivato il piano strategico di Asm. Abbiamo svolto sei commissioni, con conseguenti costi, e si è avuta la sensazione di essere in un comitato di affari: le correnti della maggioranza presentavano istanze in rappresentanza di sé stesse e non dei cittadini, in una logica completamente privatistica”.

In merito ai rifiuti, per il consigliere del M5S andrebbe applicata “la tariffa puntuale cioè far pagare la Tari in base alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti e non più sulla base della superficie di abitazioni e locali”. De Luca ha anche aperto una parentesi sulla privatizzazione dell’Afm, le farmacie comunali, affermando che “dopo anni in cui era in perdita, oggi ha raggiunto il pareggio di bilancio e dalle audizioni dei vertici compiute in Commissione abbiamo appreso che nel prossimo futuro ci sarà la possibilità di realizzare un utile annuo di circa 1,5 milioni di euro. E proprio ora il Comune vuole privatizzare Afm”.

NERI Fabio Neri del Comitato No Inceneritori Terni ha sostenuto che “il modello da adottare è quello del riciclo che però deve essere in mano pubblica perché i rifiuti, una volta trasformati in materia riutilizzabile, rappresentano una ricchezza e non si vede perché debba essere data a privati. Non c’è alcuna normativa che imponga la privatizzazione”.

Neri ha anche parlato degli scenari che si stanno configurando con le macroregioni e con le super multi-utility Acea, Hera, A2A e Iren destinate ad essere l’elemento “accorpatore” e di governance di ampi territori. Scenario in cui il potere decisionale passa quindi completamente nelle mani di soggetti privati. “Ha senso che Terni entri in un meccanismo del genere?”. Per l’esponente No Inc “sul tema della gestione dei rifiuti si è formato un fronte popolare eterogeneo e forte. Sarebbe allora il momento migliore per ragionare su una nuova gestione della cosa pubblica che preveda una forte partecipazione”.

OTTONE Il presidente dell’Asm, Carlo Ottone, ha preso la parola per ultimo, ha toccato diversi argomenti ma non è entrato nel merito della questione privatizzazione. Ha soprattutto stilato una sorta di bilancio dei suoi tre anni alla guida della multiservizi ternana affermando anche che “oggi per ricoprire certi ruoli ci vuole coraggio perché la normativa non aiuta certo le aziende pubbliche”. Tra le altre cose ha sostenuto che gli obbiettivi principali siano quelli di “salvaguardare l’occupazione e restare competitivi”.

Ottone ha affermato che “il fatturato dell’Asm è per il 98% proveniente dal mercato” e che “le tariffe applicate a Terni sono tra le più basse d’Italia”. Il presidente ha poi fatto sapere che l’azienda “da 11 mesi è in attesa di pagamenti da parte di alcuni Comuni e nonostante questo abbiamo comunque un bilancio in positivo”. Per quanto riguarda il piano industriale “siamo in attesa di conoscere i residui attivi e passivi del Comune di Terni per eventuali crediti da svalutare”.

Infine Ottone ha annunciato: “Asm oggi ha bisogno di assumere 40 persone. Nonostante siamo in attesa di incassare soldi dai Comuni, presto indiremo i concorsi pubblici per l’assunzione”. E c’è da scommettere in una partecipazione di massa.

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