Terni, via libera della Soprintendenza per Festa del Pd alla Passeggiata, dure accuse di Melasecche

La soprintendenza, dopo aver richiesto ed ottenuto chiarimenti, ha dato il proprio via libera per la Festa del Partito Democratico di Terni: anche quest’anno si svolgerà nel parco La Passeggiata. E come ogni anno l’argomento è al centro di polemiche. L’anno scorso era finita al centro di un servizio di Striscia la Notizia per il degrado lasciato al termine della festa (qui l’articolo). Nei mesi scorsi era stato il Comitato Mille Alberi a contestare l’utilizzo del parco pubblico per feste di partito. Ora è il consigliere comunale dell’Udc, Enrico Melasecche, a lanciare un duro attacco non solo al Partito Democratico ma anche alla responsabile della soprintendenza.

Per Melasecche la Festa Democratica sarebbe potuta essere trasferita allo Staino preservando il parco, la Cattedrale, la Chiesa del Carmine, l’Anfiteatro Romano, il Monumento ai Caduti. “Sarebbe stata una mossa intelligente di un partito che avrebbe dimostrato sensibilità, amore per la storia di Terni e rispetto per tutti i cittadini. Si è preferito fare una guerra al buonsenso”.

Il consigliere comunale critica poi duramente la responsabile della Soprintendenza che nei giorni scorsi ha dato l’ok all’utilizzo del parco per la Festa: “La cosa abbastanza triste è che uno dei dirigenti statali che dovrebbe controllare, consigliare, in qualche modo dirigere, difendendo il patrimonio storico naturalistico pubblico, l’architetto Anna Di Bene, piuttosto che fare una disamina seria ed approfondita di quel bene tutelato, si fa per dire, sembra abbia preferito lavarsene le mani e scegliere molto pilatescamente la strada più comoda, quella che favorisce la politica prepotente. Sull’operato di quella Soprintendenza in Provincia di Terni in questi anni potremmo dire molte cose, più spiacevoli che altro”.

L’intero comunicato di Enrico Melasecche:

“Emergono di giorno in giorno documenti e testimonianze che completano un quadro desolante che dà la prova dello spessore di quali dirigenti abbia oggi il PD ternano e di quale cultura gli stessi siano portatori. Sia chiaro, Terni ha ben altri problemi, gravi quanto incombenti, ma il tema della profanazione del Parco della Passeggiata per un uso inappropriato qual è quello della invasione commerciale politico mangereccia del Festival del PD, rispetto alla storia del Parco, alle sue molteplici funzioni, a ciò che contiene e conteneva, assume agli occhi di moltissimi ternani quello di una politica vecchia e provinciale. Cosa sarebbe costato fare un passo indietro e spostare la manifestazione allo Staino, a cento metri dal centro storico ma nel rispetto della Cattedrale, dalla Chiesa del Carmine, dall’Anfiteatro Romano, del solenne Monumento ai Caduti, di tutto il contesto naturalistico descritto nei manuali del territorio ed oggi pesantemente degradato? Nulla! Sarebbe stata una mossa intelligente di un partito che avrebbe dimostrato sensibilità, amore per la storia di Terni e rispetto per tutti i cittadini, anche per quel 62% che non è andato a votare per protesta alle ultime comunali o che non ha votato per Di Girolamo. No, si è preferito fare una guerra al buonsenso come se Terni non facesse parte di questa Italia martoriata da un certo tipo di politica, come se, ripeto le parole di un giornalista, a Terni non fosse ancora caduto il Muro di Berlino. Una probabile vittoria di Pirro oggi rispetto ad un investimento sul futuro. Complimenti!

La logica in base alla quale l’interesse politico del partito equivale all’interesse della città è superata ovunque ma non qui da noi. Anche Luigi XIV dichiarava convinto: L’Etat c’èst moi, ma i tempi sono cambiati e la nostra cultura repubblicana dovrebbe portare a più miti consigli.

La cosa abbastanza triste è che uno dei dirigenti statali che dovrebbe controllare, consigliare, in qualche modo dirigere, difendendo il patrimonio storico naturalistico pubblico, l’arch. Anna Di Bene, piuttosto che fare una disamina seria ed approfondita di quel bene tutelato, si fa per dire, sembra abbia preferito lavarsene le mani e scegliere molto pilatescamente la strada più comoda, quella che favorisce la politica prepotente. Sull’operato di quella Soprintendenza in Provincia di Terni in questi anni potremmo dire molte cose, più spiacevoli che altro. Dall’operato dei funzionari arrestati per appalti gestiti in modo fin troppo amicale su cui la Di Bene doveva esercitare un controllo puntuale ed efficace, alla vicenda della copertura del Santuario di S. Francesco con un manto di coppi rosso arancio, sostituiti solo dopo che una sorta di sommossa popolare aveva denunciato quel pugno in un occhio. Ma potremmo anche ricordare l’affaire del Convento delle Orsoline su cui la Procura della Repubblica sta indagando e su cui, se la Soprintendenza non avesse acconsentito, non sarebbe stato demolito per far posto ad un palazzone dal doppio della cubatura, ingombrante sotto tutti i punti di vista che sovrasta in altezza e dimensioni proprio il contiguo Santuario di S. Francesco. E Villa Palma? Bene anch’esso tutelato, ma da anni in rovina, su cui si è autorizzata la cementificazione di 50.000 mq di blocchi edificatori di tre piani quando insiste viceversa un obbligo alla manutenzione della Villa ed un vincolo paesaggistico su Colle dell’Oro che l’Urbanistica comunale ha interpretato amicalmente con molta disinvoltura.

Solo un’interpretazione informata ad una miope burocrazia, non tiene conto che la recinzione del Parco compendia un unicum, di valore ambientale, storico, architettonico, archeologico e paesaggistico. Consentire il ripetersi di concerti da stadio come quello con gli Stadio del 2012 che aveva accalcato varie migliaia di persone sulle aiuole, sopra le panchine realizzate molti anni fa con reperti archeologici è una grande sciocchezza, per usare un eufemismo. Aumenteranno le scritte idiote sui muri della Chiesa del Carmine e un luogo di pace, di silenzio e tranquillità immediatamente adiacente alla Cattedrale, si trasformerà in un souk con stand che venderanno le cose più incredibili, pur di fare soldi, stand che, in barba alle funzioni della Soprintendente, sono stati venduti già molto tempo prima che le venisse sottoposta la richiesta di autorizzazione, a riprova del peso scientifico ed istituzionale da lei esercitato. Tutto questo sappiamo e tutti sanno che avverrà, perché è avvenuto senza alcun controllo o con controlli del tutto compiacenti senza alcuna autorizzazione nel corso di lustri e lustri. Chiederemo alla Di Bene se la sua sensibilità è tale da giudicare compatibile tale tipo di utilizzo “con il carattere storico o artistico o comunque tale da non recare pregiudizio alla conservazione” del Parco della Passeggiata o con la destinazione d’uso prevista dal PRG di recupero e tutela.

C’è una parte della città che, a prescindere dai riferimenti politici, di sinistra, di centro e di destra, non ha portato il cervello all’ammasso e ragiona con la propria testa ed il proprio cuore, convinta che prima o poi, anche a Terni, nonostante tanti furbetti che si accalcano al desco, questo Muretto di Berlino cadrà rovinosamente”.

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