Turismo in calo nella provincia, Confindustria Alberghi lancia l’allarme

Non  bastava la crisi economica a mettere in ginocchio la situazione alberghiera in provincia di Terni. Adesso arriva pure la bastonata dall’Imu e dalla tassa del soggiorno. A lanciare l’allarme è il presidente di Confindustria Alberghi Terni, Piero Caponeri, che attraverso il Giornale dell’Umbria mette in evidenza tutte le problematiche che sta passando la categoria, su tutte la diminuzione delle prenotazioni rispetto agli anni passati.

Caponeri evidenzia che non ci sono prenotazioni per il periodo da maggio a giugno e con l’arrivo imminente della Pasqua, non c’è da aspettarsi niente di buono. Alla fine i turisti arriveranno, ma saranno solo vacanze di un solo giorno, non più come prima che potevano durare tre giorni o più. Sottolinea che gli indici di occupazione sono sotto la media: nell’Orvietano siamo sotto al 25% e qualcosa in più nel ternano dove però la maggior parte del movimento alberghiero e legato agli affari. In base a questi numeri la sopravvivenza degli albergatori è molto difficile ormai costretti a ricapitalizzare di tasca proprio per poter andare avanti.

Caponeri prosegue puntando il dito contro le strutture extra-alberghiere. Sono due-tre anni che i bilanci degli alberghi sul territorio sono in rosso e mentre alcune chiudono, altre sono costrette a trasformarsi in bed&breakfast. Anche se in questo settore c’è un aumento rispetto all’anno precedente di oltre l’11%, il presidente evidenzia  come il tessuto imprenditoriale sia compromesso da una concorrenza sleale da parte del settore extra-alberghiero, legata alla sempre più presenza nei piccoli centri storici di bed&breakfast spesso non controllati, giovandosi di trattamenti fiscali e tributari di favore.

A proposito di fiscalità e tibutarietà, Caponeri conferma come l’Imu possa influire pesantemente sulle strutture alberghiere, soprattutto con la rivalutazione catastale degli edifici visto che di per se gli alberghi hanno una rendita catastale alta. In questo senso, Confindustria Alberghi chiede che invece di applicare la tassa di soggiorno che potrebbe scoraggiare l’arrivo di turisti, si investi in comunicazione  e in servizi all’accoglienza capaci di intercettare il flusso internazionale di turismo.

Sulla possibilità che le istituzioni facciano rinascere a nuova luce il Ditt, Caponeri è convinto che le strutture pubblico-private non funzionino. Per la promozione e commercializzazione delle offerte c’è bisogno di privati. A tal proposito Confcommercio Alberghi sta lavorando ad una piattaforma web autonoma dove poter commercializzare e vendere prodotti turistici locali.

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