Ast, Zanonato a Terni: ”Ministero era all’oscuro, convocheremo Tk”. Marini: ”No a operazioni finanziarie”

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flavio-zanonato“Bisogna capire dalla Thyssen se ha un piano industriale, per questo la convocheremo per discutere tutti gli aspetti della vicenda”: lo ha detto oggi pomeriggio a Terni il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, al termine della visita negli stabilimenti dell’Ast. Il ministro era accompagnato anche dal sottosegretario Claudio De Vincenti. La visita fa seguito al passaggio delle acciaierie di Terni dalla multinazionale finlandese Outokumpu alla tedesca Thyssenkrupp, già proprietaria dell’acciaieria fino a due anni fa.

Zanonato, rispondendo ad un appello della presidente della regione Umbria, ha spiegato che il ministero “ha già attivato tutti i meccanismi per incontrare la proprietà. A noi interessa soltanto che qui si continui a produrre acciaio non ci interessano operazioni finanziarie”. Zanonato ha poi aggiunto che, fino all’ufficializzazione di venerdì notte, il ministero “era assolutamente all’oscuro” del ritorno dell’acciaieria sotto il controllo della Thyssen, ma ha anche sottolineato che “la notizia di per sé può anche non essere negativa”.

“Vediamo un attimo in cosa consiste – ha concluso – perché se ThyssenKrupp decide di investire in questo stabilimento e fa una serie di operazioni, che sono anche quelle richieste dai sindacati e dalla direzione di questa azienda, può essere anche un’opportunità”.

La presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, aveva rivolto l’appello al Governo e al presidente del Consiglio Enrico Letta, poi accolto da Zanonato: “Abbiamo l’esigenza di avere qui i vertici di ThyssenKrupp, ed averli qui convocati dal Governo italiano, affinché ci venga spiegato il senso di questa di riacquisizione di Ast e quali sono le strategie per il breve, medio e lungo periodo soprattutto da un punto di vista industriale perchè a noi non interessano operazioni finanziarie”.

Marini ha osservato che “la Thyssen che oggi ha riacquistato l’Ast, nell’ultimo anno ha fatto scelte strategiche di tipo diverso rispetto alla produzione di acciaio. Sta qui la nostra preoccupazione circa il futuro di una industria che è strategica per la nostra regione, ma anche per la siderurgia nazionale. È opportuno dunque che da parte del Governo italiano vi sia una posizione molto netta, anche rispetto alle questioni della politica industriale europea, che non può basarsi esclusivamente sui regolamenti comunitari, ma deve poter e saper fare i conti con le politiche industriali a livello europeo e mondiale”. Secondo la presidente dell’Umbria, “l’Italia deve porre con tutta la forza che ha la necessità di difendere questa industria, la sua capacita competitiva, il suo valore in termini di occupazione e lavoro, consapevoli che essa riveste per l’economia umbra una importanza fondamentale, sia per il suo peso diretto che indiretto”.

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