Terni, comitato No cavalcavia Cospea si rivolge al prefetto

Nella seduta del Consiglio comunale del 31 marzo scorso era in programma la votazione di un atto di indirizzo che avrebbe impegnato la Giunta di Terni a valutare tutte le alternative alla costruzione del cavalcavia di via Alfonsine (previsto nel progetto del nuovo centro commerciale). Il presidente del Consiglio comunale, dietro parere del segretario generale, aveva però dichiarato la seduta non valida poiché successiva all’indizione dei comizi elettorali da parte del prefetto. La votazione dell’atto di indirizzo è quindi saltata. Una decisione subito fortemente contestata dal Comitato No Cavalcavia che aveva sostenuto che la norma fosse stata mal interpretata. Sulla base di una serie di considerazioni (qui l’articolo) aveva quindi chiesto che l’atto fosse votato nei giorni successivi ma la richiesta è caduta nel vuoto.

Ora, proprio sull’interpretazione della norma in questione, il Comitato si rivolge al prefetto di Terni. In un documento consegnato alla prefettura qualche giorno fa viene riassunta la vicenda ed è scritto: “Poiché la scelta effettuata dall’Amministrazione Comunale di Terni risulta incomprensibile, il Comitato No Cavalcavia Pro Cospea Le pone il seguente quesito in quanto Lei, attraverso l’Ufficio Territoriale del Governo, cui sono attribuite tutte le funzioni esercitate a livello periferico dallo Stato, svolge il coordinamento e il raccordo tra gli organi istituzionali statali e quelli delle autonomie locali: Il Consiglio Comunale di Terni avrebbe potuto deliberare senza alcuna limitazione atti che non possedevano i requisiti dell’urgenza e dell’improrogabilità, nel periodo compreso tra il 28 marzo 2014, data in cui S.E. ha emanato il decreto di convocazione dei comizi elettorali e la data di pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali da parte del Sindaco, che la vigente normativa stabilisce nel quarantacinquesimo giorno antecedente la data di svolgimento delle consultazioni elettorali fissata per il 25 maggio 2014?”.

In sostanza il Comitato vuole sapere dal prefetto se il Consiglio comunale ha applicato correttamente la norma che riguarda gli l’attività degli organi amministrativi nel periodo elettorale oppure se c’è stato un clamoroso errore che ha portato ad interrompere con grande anticipo l’attività consiliare facendo saltare all’ultimo minuto la votazione di 9 atti tra cui quello del cavalcavia.

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